In viaggio con me di Costanza Spadacini - Bornoincontra

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In viaggio con me di Costanza Spadacini

Concorso Letterario

"In viaggio con me" di Costanza Spadacini
Premio Speciale della Giuria "Istituto Bonafini Lab" – Edizione 2018



 
                                                                                       NEW-YORK  20/05/2015 - h 14.30
 
Caro diario,                                                                      
oggi pomeriggio partiamo...il mio padrone per la prima volta ha deciso di fare una vacanza di piacere, lontano dal lavoro e dagli affari...finalmente! Come meta ha scelto un piccolo paesino irlandese immerso nel verde e nelle campagne e io non vedo l'ora di provare quella sensazione di libertà che tutte le altre valigie mi hanno descritto... non mi dovrò più sentire intimidita dai grattacieli che incombono su di me e potrò finalmente respirare quell'aria pura ben diversa da quella cittadina. Tra poco partiamo per andare in aeroporto...ti aggiorno più tardi.
E' passata circa un'ora e sono  immersa in un mare di valigie, tutte che chiacchierano tra di loro, discutono sul colore che va più di moda o si vantano delle mitiche avventure vissute. Vorrei  prendere parte a questi discorsi ma sono capitata, mio malgrado, tra un vecchio borsone che non ha proprio l'aria di uno a cui piace parlare, una giovane mamma beauty-case che è intenta a badare ai suoi piccoli, simili a degli astucci, che fuggono schiamazzando in ogni direzione e un affascinante trolley che russa sonoramente, così mi devo rassegnare.
Ormai sono passate due ore, sicuramente stiamo sorvolando l'oceano e nel frattempo sono successe taaaaantissime cose: il trolley che prima russava e non era minimamente fastidioso ora si era svegliato e, estasiato ha cominciato a farmi il filo. Non che sia brutto, anzi, è molto attraente ma tu non hai idea quanto sia  logorroico, è da ormai un quarto d'ora che sopporto le sue assillanti domande (se sono single, quante volte al giorno lucido, il mio cuoio, a quanti chilometri orari sono in grado di andare le mie rotelline, che genere di proprietario è il mio, quanti anni ho ecc...) sono talmente esausta che quasi quasi faccio un pisolino...almeno non lo sentirò.
Ho dormito tantissimo! Probabilmente stiamo per atterrare perché nella stiva si è diffuso un mormorio eccitato, Amedeo invece è sempre lì che mi contempla, perfino il vecchio borsone mi ha borbottato che anche mentre dormivo il trolley non mi aveva mai staccato gli occhi di dosso, l'ho guardato scocciata e lui ha risposto con un sorriso imbarazzato. Il viaggio è ormai terminato, la mamma beauty sta radunando i suoi piccoli e li sta facendo  entrare nelle tasche, centinaia di valigie che si stiracchiano mi circondano; poi atterriamo, il portellone si spalanca e un enorme fascio di luce ci avvolge. Sono passati circa quarantacinque minuti e, con la mano serrata sul mio manico, il mio padrone sta aspettando il taxi che ci porterà dritti alla nostra meta. Mi piace Dublino perché è una città un po' all'antica, non ti senti soffocare per lo smog e nemmeno intrappolata in quella fitta rete di grattacieli, il taxi è arrivato...ci risentiamo.
È passata più o meno un'ora in viaggio, questa volta però, il paesaggio è cambiato radicalmente, prima eravamo circondati dai palazzi cittadini, ora siamo immersi in un verde infinito, su un sentiero sterrato e, in qualsiasi direzione mi porta lo sguardo vedo colline, boschi e prati in fiore anche se, tutta questa tranquillità suscita in me una certa irrequietezza. Siamo arrivati...il villaggio è in cima a una salita e il signor Brown mi tira dolcemente mentre sale il sentiero. Arrivati in cima scopriamo un piccolo villaggio in pietra, è primordiale, sembra ritagliarsi un angolino tutto suo, totalmente estraneo al mondo che ha intorno; le stradine sono di semplice terra battuta e, osservando attraverso le finestre si possono scorgere famiglie intente a gustare un'abbondante cena, uomini che bevono birra cantando canzoni popolari, bambini che approfittano degli ultimi minuti di luce della giornata per giocare oppure pastori che radunano il gregge insomma, un paesino piccolo ma pieno di vita e soprattutto, tradizioni. Gli abitanti ci hanno accolto calorosamente e ci hanno portato in una bella casetta, accogliente con il fuoco che scoppietta nel camino...credo che ora mi accoccolerò sul tappeto e dormirò... a domani.
Tua Penny
Motivazione della Giuria
Sul proprio diario “personale”, Penny annota i dettagli del suo viaggio da New York a Dublino,
tra fastidiosi vicini d’aereo e paesaggi che mutano aspetto. Storia brillante che racconta le osservazioni attente e puntuali di una valigia “fedele” al suo padrone.
 
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